PATOLOGIE DI INTERESSE CHIRURGICO

Chirurgia Laparoscopica avanzata

Il termine laparoscopia o videolaparoscopia significa letteralmente: “osservazione dell’addome” (dal greco laparos=addome e scopeo=guardo).
La tecnica, utilizzata a partire dal 1970 per interventi ostetrico-ginecologici, è stata in seguito impiegata nella chirurgia addominale.
La prima colecistectomia laparoscopica è datata 1987: da allora, in un susseguirsi di innovazioni tecniche associato alla sempre maggior esperienza dei chirurghi addominali, la laparoscopia si è estesa ad interventi su organi e per patologie fino a pochi anni fa impensabili.
Oggi, soprattutto nei Paesi occidentali, molti interventi chirurgici sul sistema digestivo e su quello respiratorio vengono effettuati con la tecnica laparoscopica.

Negli ultimi anni si sono differenziati due settori:

• la chirurgia laparoscopica propriamente detta, impiegata da un ampio numero di chirurghi addominali per il trattamento delle patologie benigne più frequenti e di complessità tecnica media;,

• la chirurgia laparoscopica avanzata, impiegata solo in centri specializzati e da équipe chirurgiche esperte per la cura di patologie particolari per le quali è necessario un’approccio multidisciplinare (chirurgo, anestesista, oncologo, dietologo, etc..) e che richiedono tecniche e tecnologie più costose e sofisticate.

Ecco le principali malattie che vengono attualmente curate in laparoscopia:
• Calcolosi della colecisti
• Ernia jatale e reflusso gastroesofageo
• Appendicite
• Patologie ovariche
• Urgenze addominali
• Aderenze peritoneali
• Malattie della milza
• Asportazione di tratti di intestino tenue o colon per patologie benigne *
• Ernie e laparoceli *
• Stati febbrili o dolorosi dell’addome
• Staging oncologico dei tumori addominali *
• Linfoadenectomie addominali *
• Varicocele
• Prolasso rettale e/o utero-vaginale *
• Obesità patologica *
• Resezione di tumori del colon e del retto *
• Resezione di tumori del fegato e del pancreas *
• Resezione di tumori dello stomaco e dell’esofago *

(*) Solo su specifica indicazione e da parte di équipe chirurgiche altamente specializzate e facenti parte di protocolli di studio nazionali-internazionali

L’intervento chirurgico laparoscopico prevede l’anestesia generale.
Nell’addome del paziente viene insufflata dell’anidride carbonica, in modo che la parete addominale si distenda e sia più facile la visione degli organi interni.

Attraverso piccole incisioni della parete addominale in cui vengono collocati i “trocar” (cannule speciali) il chirurgo inserisce la telecamera ed i vari strumenti laparoscopici.

La telecamera permette di visualizzare l’interno dell’addome: l’immagine viene riportata in un monitor, dove appare ingrandita fino a 20 volte.
Gli strumenti utilizzati (forbici, pinze, bisturi, suturatrici, etc.) sono strumenti miniaturizzati di precisione.

Con la tecnica laparoscopica, il chirurgo può quindi eseguire l’intervento con la massima accuratezza.
Laddove risulti necessario asportare una parte di organo, viene effettuata un’incisione adeguata (2-8 centimetri) sulla parete addominale, nel punto più appropriato per l’estrazione del pezzo operatorio.

L’intervento per via laparoscopica è identico a quello tradizionale, e quindi ben codificato.

I tempi operatori sono i medesimi, con la differenza del tempo di apertura e chiusura di estese ferite in caso di chirurgia aperta.

Dal punto di vista del paziente, il trattamento laparoscopico delle patologie addominali offre diversi vantaggi:

• un ridotto dolore postoperatorio, dovuto all’assenza di grosse ferite, e quindi una ridotta assunzione di antidolorifici,
• una guarigione rapida delle ferite chirurgiche, di piccole dimensioni,
• una ripresa veloce della mobilizzazione, con un allettamento di poche ore dopo l’intervento, da cui deriva una minore incidenza di complicanze respiratorie, cardiache e circolatorie,
• un rapido recupero delle attività quotidiane, e quindi una dimissione dall’ospedale in tempi ridotti,
• esteticamente, l’assenza di lunghe cicatrici.